Il telelavoro nel Credito: cominciamo dalla formazione

 

Si è tenuto a Bruxelles il convegno “La telebanca e il telelavoro” un progetto trasnazionale coordinato da Fabi.

 

Se si vuole che il telelavoro decolli in Europa, che vada oltre le iniziative - pilota, nella direzione di migliorare la qualità della vita del lavoratore offrendo nuove possibilità organizzative alle aziende, e’ tempo di diffonderne la cultura a diversi livelli.

L’anno 2002 ha visto l’Europa compiere un grande passo negoziale in materia di Telelavoro: la sottoscrizione dell’accordo quadro europeo del 16 luglio scorso; si tratta del primo accordo raggiunto autonomamente dalle Parti sociali seguendo la strada indicata dal trattato dell'Unione Europea; da qualche mese esiste quindi un “framework”, una cornice di riferimento di diritti e doveri legati al telelavoro nata nell’ambito del dialogo sociale europeo e destinata a facilitare l’introduzione, in tutti i settori economici, di un utilizzo della forza lavoro più vicina alle esigenze di vita attuali ed alle opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica.

Questo accordo messo a segno dai sindacati  e dai rappresentanti dei datori di lavoro europei, presuppone tuttavia una cultura più estesa del telelavoro, per una corretta applicazione delle pratiche e degli schemi organizzativi propri del telelavoro, secondo modalità proficue per lavoratori e aziende. In concreto - e non solo nei Paesi del Sud Europa - questa cultura del telelavoro deve ancora entrare a far parte delle normali strutturazioni aziendali; allo stato attuale, infatti, il dialogo sociale si trova ad un livello “più avanzato” della reale applicazione del lavoro a distanza.

Per superare questo paradosso occorre muovere dalla formazione.

Nel settore finanziario, considerato il notevole potenziale ancora inespresso dal telelavoro, e’ stato lanciato, sul versante formativo, “La telebanca e il telelavoro”, un progetto europeo al quale hanno collaborato i sindacati dei settori finanziari di diversi paesi membri: l’italiana Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), Ver.di (Germania), Comfia (Spagna) e Ine-Otoe (Grecia). è stata inoltre coinvolta la direzione europea di UNI - Union Network International, l’associazione mondiale dei sindacati dei servizi. Un importante contributo è stato fornito dallo studio organizzativo aziendale del partner Banca Popolare di Milano.

Un contributo fondamentale ai contenuti formativi del Progetto è stato fornito da SIT (Società Italiana Telelavoro) e Università degli studi di Roma “La Sapienza” che, partendo dai risultati dell’indagine preparatoria, ha fornito un supporto metodologico e didattico specifico per i bisogni formativi rilevati.

Finanziato dall’obiettivo “IV” del programma europeo “Leonardo da Vinci”, il progetto, muovendo da un’indagine sulla realtà del telelavoro e dell’attuale percezione che ne hanno i lavoratori bancari ed i testimoni privilegiati scelti fra manager aziendali e quadri sindacali,  vuole richiamare l’attenzione del settore verso una pratica corretta del lavoro a distanza come soluzione praticabile per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la riqualificazione, nel contesto dei cambiamenti dovuti alla globalizzazione del mercato finanziario. Non ultima la possibilità di orientare le opportunità del telelavoro all’evoluzione dei servizi offerti alla clientela.

Il progetto, e questo fa la differenza rispetto alle ricerche attivate nello stesso campo, poggia anche sul ricorso a strumenti di formazione a distanza, quali il cd-rom interattivo supportato dal relativo sito web, che ne rende possibile la più ampia fruizione, corredato da un sintetico manuale di utilizzo.

 Sia il cd-rom che il sito riportano i percorsi della ricerca che sono diventati, al tempo stesso, anche gli elementi del prodotto finale. Esiste la possibilità di procedere per diverse sezioni, fra le quali un ruolo centrale viene affidato al pacchetto formativo a formula variabile, personalizzabile dai “tutor” a seconda delle esigenze del singolo o del gruppo coinvolti nei progetti di formazione al telelavoro. Il percorso, quindi, può essere modellato su esigenze formative specifiche. Oltre al background rappresentato dalla storia del telelavoro, dalle definizioni e dalle specifiche modalità attuative, il materiale formativo realizzato segnala i concreti casi europei: una serie di esperienze già realizzate o in corso di realizzazione in altri Paesi.

Al momento attuale, questa analisi di aspetti operativi fruibile dai diversi paesi rappresenta un inedito nel settore del credito.

La prima fase del lavoro è consistita in un’indagine conoscitiva necessaria a fare il punto sul mondo del telelavoro nel contesto nazionale dei paesi partner. E dopo  ciò è  seguita l’elaborazione di una metodologia, con lo scopo di creare un modello formativo idoneo alla somministrazione di un corso di autoformazione.

Attività conclusiva del progetto è la  diffusione, in ambito europeo e di settore, di quanto realizzato al fine di favorirne una fruizione ad ampio raggio, sia in ambiente sindacale che aziendale.

Il progetto e’ stato presentato il 15 novembre 2002 a Bruxelles nella sede dei sindacati europei. La presentazione, che ha coinvolto esponenti del mondo della ricerca, funzionari della U.E. e dirigenti delle organizzazioni sindacali partners, ha ripercorso le fasi fondamentali della ricerca ed il contenuto del sito, per introdurre un approfondito dibattito che ha messo a fuoco non solo i vantaggi ma anche rischi e criticità correlate al telelavoro, primo fra tutti il rischio di isolamento del lavoratore. Anche la tutela del lavoratore a distanza richiede un adeguamento della pratica sindacale; gli esiti di questo progetto dimostrano la piena consapevolezza delle organizzazioni sindacali e la predisposizione di tutti gli strumenti da utilizzare quando una fetta sempre più consistente di lavoratori opererà dal proprio domicilio.

In occasione della presentazione è stata anche lanciata, da parte dei sindacati partners, la proposta di creare un osservatorio permanente in grado di seguire l’evoluzione della materia. “La telebanca e il telelavoro” può essere considerato un progetto aperto, suscettibile in futuro di essere continuamente aggiornato e modificato a seconda dei futuri sviluppi normativi e del processo evolutivo del telelavoro nel settore finanziario.