LA FABI “IN TEMPO REALE” SU AGENZIE E INTERNET CON IL NO A UNICREDIT

Il comunicato stampa con il commento all’avvio della procedura sul piano industriale del gruppo di Piazza Gae Aulenti è stato immediatamente rilanciato dalle principali agenzie di stampa (Ansa, Agi, Adnkronos, LaPresse, Italpress, Askanews, Radiocor) e dai siti internet Corriere.it, Repubblica.it, Sole24Ore.com, Dagospia.com, IlGiornale.it, RaiNews.it, Today.it, IlFattoQuotidiano.it, StartMag.it, Agi.it, HuffingtonPost.it

LA FABI “IN TEMPO REALE” SU AGENZIE E INTERNET CON IL NO A UNICREDIT

Il comunicato stampa con il commento all’avvio della procedura sul piano industriale del gruppo di Piazza Gae Aulenti è stato immediatamente rilanciato dalle principali agenzie di stampa (Ansa, Agi, Adnkronos, LaPresse, Italpress, Askanews, Radiocor) e dai siti internet Corriere.it, Repubblica.it, Sole24Ore.com, Dagospia.com, IlGiornale.it, RaiNews.it, Today.it, IlFattoQuotidiano.it, StartMag.it, Agi.it, HuffingtonPost.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Unicredit: Fabi, inaccettabile, Mustier si illude ++ (v. ‘Unicredit: in Italia 6000 esuberi, chiude…’ delle 13.12) (ANSA) – MILANO, 10 FEB – “Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti gia’ cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci e’ arrivata oggi”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.(ANSA). LE 10-FEB-20 15:19 NNNN

Unicredit: Fabi, inaccettabile, Mustier si illude (2) (v. ‘Unicredit: in Italia 6000 esuberi, chiude…’ delle 13.12) (ANSA) – MILANO, 10 FEB – “A queste condizioni, diventa difficile – aggiunge Sileoni – poter avviare un negoziato basato sul fair play. Non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovra’ corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali. Quanto all’ossessione dei tagli, vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi di euro, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo. E Il cost-income, principale indicatore di redditivita’, e’ al 52% tra i livelli migliori d’Europa. Inoltre, Unicredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, pero’, e’ l’area di maggior profittabilita’ del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”.(ANSA). LE/CN 10-FEB-20 15:20 NNNN

 

Unicredit: Fabi, inaccettabile. No a numeri a scatola chiusa = (AGI) – Roma, 10 feb. – Unicredit “continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti gia’ cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci e’ arrivata oggi”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che in una nota osserva: “A queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play. Non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovra’ corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali. Quanto all’ossessione dei tagli, vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi di euro, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo. E Il cost-income, principale indicatore di redditivita’, e’ al 52% tra i livelli migliori d’Europa”. Inoltre, conclude Sileoni, “Unicredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che pero’ e’ l’area di maggior profittabilita’ del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”. (AGI)Red/Gav 101522 FEB 20 NNNN

 

Unicredit, Fabi: Atteggiamento inaccettabile, no numeri a scatola chiusa Milano, 10 feb. (LaPresse) – “Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata oggi. A queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.”Non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovrà corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali”, aggiunge Sileoni. (segue) ECO NG01 taw 101516 FEB 20

Unicredit, Fabi: Atteggiamento inaccettabile, no numeri a scatola chiusa-2- Milano, 10 feb. (LaPresse) – “Quanto all’ossessione dei tagli, vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi di euro, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo. E Il cost-income, principale indicatore di redditività, è al 52% tra i livelli migliori d’Europa. Inoltre, Unicredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, però, è l’area di maggior profittabilità del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”, conclude Sileoni ECO NG01 taw 101516 FEB 20

 

UNICREDIT: FABI, ATTEGGIAMENTO INACCETTABILE, NO A NUMERI A SCATOLA CHIUSA = Roma, 10 feb. (Adnkronos) – “UNICREDIT continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata oggi”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, per il quale “a queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play”. “Non solo ribadiamo – evidenzia Sileoni – che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovrà corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali. Quanto all’ossessione dei tagli, vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi di euro, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo. E Il cost-income, principale indicatore di redditività, è al 52% tra i livelli migliori d’Europa”. “Inoltre, UNICREDIT vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, però, è l’area di maggior profittabilità del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”, conclude Sileoni. (Mcc/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 10-FEB-20 15:45 NNNN

 

UniCredit: Sileoni, su esuberi atteggiamento inaccettabile, idee confuse (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 10 feb – ‘UniCredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti gia’ cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci e’ arrivata oggi. A queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play’. Cosi’ il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commenta l’avvio della procedura sulle ricadute del nuovo piano industriale di  UniCredit. ‘Non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovra’ corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali – ha aggiunto – Quanto all’ossessione dei tagli, vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo’. ‘Inoltre – ha sottolineato Sileoni – UniCredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, pero’, e’ l’area di maggior profittabilita’ del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori’. Com-Ppa- (RADIOCOR) 10-02-20 15:54:18 (0395) 5 NNNN

 

Unicredit: Sileoni: inaccettabile, no a numeri a scatola chiusa “Idee confuse e solito piano per fare utili su pelle lavoratori” Roma, 10 feb. (askanews) – “Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata oggi. A queste condizioni, diventa difficile poter avviare un negoziato basato sul fair play”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sottolineando che “non solo ribadiamo che, a fronte di ogni due eventuali esuberi, dovrà corrispondere almeno un’assunzione, ma anche che tutti gli argomenti del piano industriale, nessuno escluso, andranno condivisi con le organizzazioni sindacali”. Quanto all’ossessione dei tagli, prosegue, “vale la pena sottolineare che a fine 2019 i costi totali del gruppo si sono attestati a 9,9 miliardi di euro, assai meno rispetto all’obiettivo prefissato a 10,6 miliardi. Vuol dire che il gruppo ha tagliato 700 milioni di troppo, di fatto senza motivo. E il cost-income, principale indicatore di redditività, è al 52% tra i livelli migliori d’Europa”. Inoltre, conclude “Unicredit vuole concentrare il 70% dei tagli al personale e alle filiali in Italia, che, però, è l’area di maggior profittabilità del gruppo, a livello europeo. Insomma, idee confuse e solito piano per fare utili sulla pelle dei lavoratori”. Red/Gab 20200210T164

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